Domenica 28.Giugno sul lungomare di Porto Sant’Elpidio l’associazione Nativa ha riunito le principali forze associative del territorio per una protesta contro le guerre.

Una domenica calda e assolata non ha impedito alle principali forze associative, capitanate dall’Associazione “Nativa” di Porto Sant’Elpidio, di partecipare al Forum “Donne per la Pace”.
Sotto lo slogan: “Le Donne Disarmano”, tantissime donne si sono riunite per fermare la violenza delle guerre e per rieducare la società verso il dialogo e le pratiche non violente.
Con questo spirito e con profonda determinazione nasce il Primo Forum Donne per la Pace.
Di fronte alle tragedie dei conflitti contemporanei, alla strage di civili, di donne, di uomini inermi e all’inaccettabile sacrificio di bambine e bambini, le donne dicono basta.
Questo Forum nasce dal dolore e dalla paura concreta che l’escalation bellica possa portare a un errore nucleare e alla fine della vita sulla Terra.
Nasce per denunciare chi si arricchisce con la produzione e il traffico di armi sulla pelle dei popoli. Tre le grandi battaglie tematiche:
• Corpi e territori liberi da guerra e violenza: per rimettere al centro l’incolumità umana.
• Fermare la produzione e il commercio di armi: per bloccare l’economia della morte.
• Per una scuola che educhi alla pace: per rifondare la società attraverso il dialogo e le pratiche non violente.
Per attualizzare questo gesto, l’associazione capofila Nativa Porto Sant’Elpidio, insieme a una vastissima rete di realtà del territorio tra le principali forze associative e sociali del territorio: Auser Elpidiense, Libertas Vitae APS, La Scuoletta delle Mamme, l’ ANPI Provinciale, il Centro Sociale Villa Vitali, l’ARCI Spazio 25 Aprile, l’UDI Marche Sud, il Comitato 5 Luglio FM, l’Associazione Donne di Mondo Civitanova M., il Movimento Laudato Si’ Fermano, il circolo “A.Belletti” di Legambiente P.S.E., il Coordinamento Donne Lega SPI di P.S. Elpidio, il Centro di Cultura Islamica del Piceno, la Rete Studenti Medi “Noisette” e CGIL Fermo, ha alzato a gran voce lo slogan:
“Ricuciamo la pace!”
Ed ecco che le tante partecipanti si sono armate di ago e filo e hanno creato un puzzle fatto di tanti quadrati con scritte di pace e disegni.
Ma l’idea principe di tutto questo movimento rientra in un concetto più profondo del semplice gesto del disarmo nudo e crudo.
Virginia Woolf nel suo trattato “Le tre Ghinee”, aveva maturato un ampio pacifismo e una grossa critica al patriarcato, essendo la guerra un prodotto della pura mascolinità e del potere autoritario legato al fascismo e al patriarcato stesso.
Lei affermava, al tempo della seconda guerra mondiale, che la militarizzazione maschile e l’esclusione delle donne al servizio militare sono le facce della stessa medaglia.
D’altronde secondo il pensiero filosofico femminile, la guerra è lontana dal motore stesso della storia e propone in alternativa una totale trasformazione dei rapporti di potere.
Anche Simone Weil, sull’analisi dell’Iliade, ci parla della guerra come disumanizzante che è in grado di trasformare sia il vincitore che il vinto in delle “cose”.
Anche Judith Butler ricollega la guerra ad una violenza legata al Patriarcato.
Insomma il collegamento tra Guerra e Patriarcato è evidente in molte figure femminili della Filosofia passata e presente e il fatto che un movimento che lotta contro la guerra sia legato radicalmente alle donne ci fa capire che il problema è molto più ampio e profondo.
A Porto Sant’Elpidio, in maniera velata, è affiorato questo concetto, come in altre manifestazioni avvenute in giro per l’Italia; Guerra, Maschilismo, Patriarcato sono concetti in perfetta osmosi tra loro che minano profondamente la Pace e istigano la violenza e portano alle guerre come un sicuro mezzo per la disuguaglianza di genere.


